Tutti noi abbiamo visitato dei luoghi che avremmo voluto vedere prima che fossero così segnati dal turismo. Possiamo cercare di godere di questi luoghi stando attenti a non comprometterli. Ecco la vera sfida.

L’industria dei viaggi e del turismo è il segmento di servizi commerciali più importante dell’economia globale. Nel 1950 il turismo internazionale contava circa 25 milioni di viaggiatori all’anno. Nel 2008, quel numero ha raggiunto 922 milioni, con un aumento di 18 milioni rispetto all’anno precedente. Nel 2020, è previsto un raddoppiamento del numero di viaggiatori internazionali, fino a raggiungere l’incredibile quota di 1.6 miliardi all’anno.

Grazie all’innovazione delle infrastrutture e all’introduzione delle compagnie low cost, i viaggiatori possono raggiungere praticamente qualsiasi località al mondo, aprendo il regno della scoperta geografica e culturale a molte più persone rispetto al passato.  Questo può essere positivo per i viaggiatori e per le loro destinazioni.

I luoghi una volta isolati da un grande influsso di visitatori, promuovono in un modo del tutto comprensibile il turismo come una via per la crescita economica e lo sviluppo. Tuttavia, questi luoghi a volte scoprono che il turismo, se non gestito con sapienza, può portare non solo sviluppo ma anche degrado, a volte irreversibile.

La sfida per chi abita in una destinazione turistica è la gestione della crescita in modo da capitalizzare le opportunità e mitigare le minacce all’integrità del luogo.  Riuscirci richiede collaborazione fra i tanti attori i quali, insieme, interagiscono nella rete del turismo (“the web of tourism”) di un luogo. Questo sistema complesso comprende non solo le autorità locali, i negozianti, gli albergatori e gli operatori di settore, ma anche le famiglie e i gruppi di turisti che vengono a visitare quel luogo.

Molti paesi storici del mondo rischiano perdere la loro identità tramite un processo in atto di “globalizzazione dei luoghi”.  Tramite la collaborazione in un dato luogo, questo processo può essere rallentato o evitato.